La storia della marchesa Casati Stampa, donna eccentrica che ha profondamente influenzato la moda e l’arte

La giovinezza

La figura della marchesa Luisa Casati Stampa evoca subito immagini in bianco e nero di grande atmosfera di una donna misteriosa, dal viso molto truccato e dallo sguardo intenso. Nata il 23 gennaio 1881 in una ricca famiglia di industriali tessili, Luisa Amman è una bambina timida che però mostra subito un grande interesse per la moda: di nascosto prova i costosi abiti della madre realizzati dai grandi atelier parigini dell’epoca come Worth e Doucet e subisce il fascino di donne volitive come la contessa di Castiglione e Sarah Bernhardt.

Il matrimonio

Le cose iniziano a cambiare alla fine dell’Ottocento quando a pochi anni di distanza muoiono prima la madre, nel 1894, e poi il padre nel 1896. Luisa e la sorella maggiore Francesca si ritrovano così ad essere due ragazze ricchissime. Nel 1900 sposa il Marchese Camillo I Casati Stampa di Soncino e l’anno dopo nasce la loro unica figlia, Cristina. Essendo due persone molto diverse, ben presto marito e moglie cominciano a condurre vite separate, incontrandosi solo in alcune occasioni, e infine divorziano a Budapest nel 1924. La Marchesa è la prima donna italiana a farlo ma mantiene comunque il titolo e il cognome dell’ormai ex marito.

Luisa Casati Stampa nel 1905

L’incontro con Gabriele D’Annunzio

Negli anni Luisa comincia a cambiare sempre di più: da ragazza timida e introversa inizia a mostrare un carattere sempre più forte e originale. Sperpera forti somme di denaro dando feste sontuose e trasformando radicalmente il suo guardaroba. Inizia a vestirsi di nero, cosa all’epoca non consueta, a truccare e schermare gli occhi verdi dietro una veletta nera per rendere la sua figura sempre più misteriosa, ad avere comportamenti eccentrici, ad assumere droghe e ad interessarsi all’occulto e alle sedute spiritiche. Ma è l’incontro con Gabriele D’Annunzio a dare una direzione ancora più decisa a questo cambiamento e a portare a compimento la sua trasformazione in “un’opera d’arte“, come sembra che abbia detto. La storia con il Vate, che la chiama Coré come la dea degli Inferi, dura fino alla morte di D’Annunzio ma con numerosi alti e bassi. Lei viaggia continuamente e cambia spesso abitazione: Venezia, Sankt Moritz, Capri, Parigi, sono alcune delle città in cui risiede scegliendo ville da ristrutturare e personalizzare con arredi gotici, statue, pesanti tendaggi e dipingendo di nero le pareti. In costante competizione con altre ricche signore dell’epoca non risparmia su nulla e spinge per osare sempre di più e vincere sulle altre concorrenti.

La marchesa Casati Stampa con Giovanni Boldini e Paul César Helleu, 1913

Modella per Giovanni Boldini e Man Ray

Il suo stile e i suoi travestimenti hanno fortemente influenzato la moda dell’epoca ma anche quella a noi più vicina grazie anche ai tanti artisti, spesso amici o amanti, che l’hanno ritratta o fotografata come Giovanni Boldini e Man Ray. Ogni apparizione della Marchesa è uno spettacolo, si palesa e stupisce tutti senza parlare, esce solo quando è buio spesso accompagnata dalla servitù che illumina con le torce il suo cammino. Il suo aspetto è misterioso e inquietante: alta e magra, con i capelli rossi colorati con l’henné, gli occhi truccati di nero, le pupille dilatate con la belladonna e labbra rosse. Un trucco pesante ben diverso dall’aspetto acqua e sapone ritenuto più consono alle dame del primo decennio del ‘900!

Giovanni Boldini, La marchesa Luisa Casati con levriero, 1908

Gli stupefacenti travestimenti della Marchesa Casati Stampa

I suoi abiti e i costumi usati per i suoi scenografici travestimenti sono sontuosi, ricercati e firmati dagli stilisti più importanti dell’epoca come Mariano Fortuny e Paul Poiret. Lei non teme nulla e si lancia nelle sperimentazioni più ardite alla costante ricerca della spettacolarità e dell’appagamento del suo egocentrismo. Diventano leggendari alcuni suoi travestimenti come ad esempio quello di “Regina della Notte” disegnato nel 1922 dal pittore e scenografo Léon Bakst oppure quello nei panni dell’imperatrice Elisabetta d’Austria, Sissi, fotografato da Man Ray nel 1935.

Con l’abito “Regina della Notte” di Léon Bakst, 1922
La marchesa Casati come Elisabetta d’Austria,
Man Ray, 1935

Le pietre preziose adornano tanti suoi abiti, come quello di Paul Poiret del 1910 completamente ricoperto di diamanti.

Abito di Paul Poiret, 1910 circa

Anche gli animali fanno parte del suo personaggio e dei suoi travestimenti: porta al guinzaglio levrieri borzoi, pantere o giaguari mentre altre volte si presenta con un pitone attorcigliato intorno al corpo.

La marchesa Casati Stampa con un serpente
negli anni ’20

La vecchiaia in miseria

Il suo altissimo tenore di vita negli anni ’30 la porta alla bancarotta e la marchesa Casati è costretta a vendere tutto e a stabilirsi a Londra dove vive la figlia Cristina. Per sopravvivere chiede denaro agli amici rimasti e alla figlia ma non si arrende alla sua nuova condizione e continua a vestirsi con gli abiti e gli accessori rimasti, sempre più consumati e logori, a truccarsi come negli anni di gloria e a fare sedute spiritiche. Il fotografo di moda Cecil Beaton, all’epoca suo amico, nel 1954 la fotografa e contro il suo volere pubblica le immagini rubate e impietose della Marchesa ormai anziana. Questo gesto segnerà la fine della loro amicizia.

Foto di Cecil Beaton, 1954

Luisa Casati Stampa muore a Londra il 1° giugno 1957 e, come da sue disposizioni, viene sepolta avvolta nel suo mantello nero, gli occhi truccati e con il pechinese imbalsamato ai suoi piedi.