Dopo i grandi cambiamenti e la semplificazione degli anni Venti, la moda riscopre una dimensione più dolce e femminile che non dimentica le conquiste ottenute. Le donne sono sempre più consapevoli del loro ruolo nella società, spesso lavorano, viaggiano, vanno al cinema e a teatro e vogliono continuare a vestirsi in modo elegante e curato ma senza le costrizioni del passato. Spesso la parola che si usa di più per definire la moda degli anni Trenta è “glamour” ma c’è molto di più.

I grandi cambiamenti nella società

L’inizio del decennio non è facile, per niente. La grande crisi del 1929 continua ad avere pesanti ripercussioni sull’economia e sulla società e di conseguenza anche nella moda. È finito il tempo delle feste e del divertimento sfrenato, degli abiti corti, delle piume e del look androgino. Fin dai primi anni del decennio la figura femminile torna ad essere più equilibrata, il punto vita ritorna al suo posto, messo in evidenza dalle cinture, e gli abiti si allungano. Si afferma uno stile più sobrio e ricercato, meno aggressivo rispetto al decennio precedente. Anche il trucco è più naturale, abbandonati i pesanti ombretti scuri i toni diventano chiari e luminosi, le sopracciglia restano sottili e l’attenzione si sposta sulle labbra la cui forma non è più per forza a cuore. I capelli invece si allungano con le onde che si fanno più morbide.

L'attrice Carole Lombard in una foto degli anni '30

L’attrice Carole Lombard in una foto degli anni Trenta, da Pinterest

Nuove icone di stile

Il cinema, passato al sonoro nel 1927, guadagna posizioni e diventa uno dei principali passatempi. Hollywood produce tantissimi film e gli attori diventano famosi, in alcuni casi famosissimi, in grado di incarnare nuovi ideali di moda e di bellezza. Tutto è controllato dalle grandi case di produzione che costringono le loro star a vivere e a vestirsi in un certo modo, non sono ammessi cambiamenti né tantomeno scandali. Greta Garbo, Marlene Dietrich e Joan Crawford sono tre delle attrici che più influenzano i gusti delle donne. La Garbo è misteriosa, androgina, il suo guardaroba è curatissimo ma non disdegna outfit sportivi. Marlene Dietrich indossa con uguale eleganza sinuosi abiti da sera e tailleur pantalone dal taglio maschile. Ma è di Joan Crawford l’abito che riscuote un enorme successo nel 1932, il famoso abito bianco di Letty Lynton, dal nome della protagonista del film in cui appare, in italiano “Ritorno”. I grandi magazzini americani ripropongono il modello disegnato da Adrian a prezzo modico e tantissime ragazze corrono a comprarlo per sentirsi anche loro come l’eroina del film. Si tratta di uno dei primi grandissimi successi di moda a basso costo ispirata al cinema.

Joan Crawford indossa l'abito bianco disegnato da Adrian nel film "Letty Lynton", 1932

Joan Crawford indossa il famoso abito bianco nel film “Letty Lynton”; 1932. Da Pinterest

Spalle e schiena in primo piano

Con il punto vita che torna alla sua posizione naturale e si assottiglia, l’attenzione della moda negli anni Trenta si sposta sulle spalle e la schiena. Le giacche, sempre più utilizzate dalle donne, cominciano ad avere le spalle imbottite creando una figura asciutta e lineare lungo il busto e i fianchi. Ma non solo per giacche e cappotti, anche negli abiti le spalle e le maniche diventano l’elemento principale del modello. È il trionfo dei volant, delle maniche ampie, di quelle a sbuffo. Il modello simbolo del decennio, l’abito princesse, diventa così perfetto grazie alla sua linea semplice, più aderente sul busto e più ampio dai fianchi in giù, in tinta unita o in romantiche fantasie a fiori.

Due figurini di abiti da giorno, anni Trenta entrambi con fiocchi e gonna a pieghe.

Figurini anni Trenta, da Pinterest

Tre donne fotografate di schiena sul lungomare, due indossano top scollati sulla schiena e gonne a tubo mentre quella al centro è vestita con un romantico abito con volant sulle maniche e in fondo alla gonna

Tre donne sul lungomare curiosamente vestite in modo diverso: due in costume da bagno e una con un abito che sembra ispirato a quello di Letty Lynton, 1934. Da Pinterest

Anche la schiena viene messa più in evidenza e questo avviene soprattutto in estate e con gli abiti da sera. Abbronzarsi diventa un’abitudine condivisa da fasce sempre più ampie di persone e anche i costumi da bagno si adeguano. Ora i costumi sono più corti e scollati, non hanno più le maniche ma comode bretelle che permettono di scoprire interamente le braccia e una buona porzione della schiena. La tintarella conquistata può essere messa in mostra anche di sera, indossando un elegante abito accollato sul busto ma che si apre mostrando spalle e schiena. Le attrici e le donne più famose amano indossare le sinuose creazioni tagliate in sbieco, come insegna Madeleine Vionnet la maestra indiscussa di questo tipo di lavorazione.

Parte posteriore di un abito da sera tagliato in sbieco di Madeleine Vionnet, anni Trenta

Abito da sera di Madeleine Vionnet, anni Trenta. The Metropolitan Museum of Art, da Pinterest

Gli abiti da sera

Il glamour della moda negli anni Trenta raggiunge il suo apice con gli abiti da sera che tornano ad essere lunghi. Nei film e durante i seguitissimi eventi promossi dagli Studios le attrici indossano abiti fascianti, in raso lucido o in velluto e spesso accompagnati da stole di pelliccia o di piume. I tessuti sono fluidi, i ricami contribuiscono a definire la figura mettendo in risalto il fisico delle donne più belle dell’epoca. I colori predominanti sono il bianco, l’argento e il nero ma anche gli effetti grafici ottenuti accostando il bianco e il nero, le tinte che rendono meglio nei film non ancora a colori. Per i gioielli si preferiscono soprattutto i diamanti o gli appariscenti bijoux di strass come gli alti bracciali o le collane a più fili.

Abito da sera in velluto senza maniche, scollo morbido, cintura alta e spilla appuntata sulla spalla sinistra

Abito da sera in velluto, anni Trenta. Da Pinterest

Desiderio di praticità

La moda sportiva negli anni Trenta conosce un grande successo! Per indossare gli abiti princesse e da sera, che mettono in risalto il fisico e di conseguenza ogni chilo in più, l’attività sportiva diventa fondamentale. Il corpo deve essere asciutto, tonico e armonico. Si corre, si va a cavallo, si fanno lunghe passeggiate, si scia e si nuota: per tutte queste attività ci vogliono capi comodi e facili da indossare. Via libera ai vestiti prendisole, ai pantaloni ampi e ai pantaloncini, ai morbidi completi per giocare a tennis o a golf. A rendere tutto ancora più semplice ci sono le cerniere ormai sempre più utilizzate al posto dei bottoni. Inoltre verso la fine del decennio fanno la loro comparsa i primi tessuti sintetici come il nylon che da ora in poi viene utilizzato per calze e collant fino a quel momento in seta. Praticità però non vuol dire poca attenzione allo stile, anzi! Anche i completi sportivi e per il tempo libero sono studiati nei particolari con decori e fantasie geometriche che seguono perfettamente la moda degli anni Trenta.

Completo con pantaloncini corti per giocare a tennis, anni Trenta. Da Pinterest